mercoledì 22 febbraio 2017

MENSA E PASTO DA CASA - UNA TESTIMONIANZA

Pubblichiamo integralmente una mail ricevuta ieri sera con la speranza che questa testimonianza possa stimolare a tutti quanti (genitori, scuola, amministrazione pubblica , magistratura) riflessioni e analisi.

Buonasera,
sono Mauro Conti, un genitore che nell'ambito della valutazione del servizio di refezione della mensa scolastica ha dato la propria disponibilità come "assaggiatore".
Quest'oggi, mentre ero impegnato nell'assaggiare e valutare il pasto consumato in una delle scuole del nostro comune, ho assistito ad un episodio spiacevole. Un alunno, la cui famiglia credo usufruisca della possibilità del pasto da casa, non aveva il pranzo perché i genitori hanno dimenticato di metterlo nello zaino al mattino. Non entro nel merito delle cause che hanno determinato tale dimenticanza (può succedere a tutti di dimenticare anche le cose più importanti), ma sono certo che il servizio mensa di cui possono usufruire gli alunni del nostro comune, a mio parere di buona qualità, sarebbe stato certamente molto più nutriente, energetico ed equilibrato del pasto consumato oggi da questo alunno, un pranzo composto da un'arancia e una merendina confezionata!
Mi ha colpito anche vedere quanto dispiaciute fossero le insegnanti, venute a conoscenza della mancanza del pasto solo a ridosso del pranzo, perché  impossibilitate a cercare di porre un rimedio al problema.
Questo è quello a cui ho assistito oggi e scrivo perché possiate rendere noto il tutto, con l'obiettivo finale che per casi come questo si possa trovare una soluzione adatta per non far pranzare un ragazzo con un'arancia e una merendina. Come potrà stare attento in classe se ha saltato il pranzo?
Grazie,
Mauro Conti